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La metafora di Schopenhauer

"C'erano una volta due porcospini che d'inverno morivano dal freddo. Così si avvicinarono l’un l’altro per riscaldarsi. Ma con i loro aculei si punsero a vicenda. Immediatamente si allontanarono colpevolizzandosi reciprocamente. Ma quando stavano lontani, sentivano freddo. Nuovamente si riavvicinarono, ma poi si allontanavano subito perché si ferivano, finche non impararono ad avvicinarsi gradualmente con cautela per non farsi del male. Riuscirono a sistemarsi molto vicini e a stare insieme senza ferirsi, godendo del rassicurante calore dei lori corpi." (A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II)
 
La nostra visione come professionisti parte dal presupposto che lo stare bene è un processo che integra la mente e il corpo e che le emozioni che proviamo sono dei segnali che ci guidano in questo processo di benessere. La psicoterapia in questa ottica non è più un’attività da fare con le persone malate, ma un percorso adatto a tutti quelli che vogliono prendersi la responsabilità dei propri bisogni e desideri, cioè della propria vita.
 
I principi base della teoria della gestalt e l'orientamento junghiano della psicologia del profondo, guidano e arrichiscono i nostri interventi e modalità di lavoro. Tali strumenti si prestano a sviluppare e approfondire la conoscenza del proprio mondo interiore, in un luogo protetto e privo di giudizio come il contesto terapeutico.